Permessi per pareti in cartongesso: cosa c’è da sapere

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Permessi per pareti in cartongesso: cosa c’è da sapere

Permessi per pareti in cartongesso: cosa c’è da sapere

Servono degli specifici permessi per pareti in cartongesso o si può costruire senza problemi? Dipende da alcuni casi, vediamo quali

Il cartongesso, grazie alla sua grande versatilità, può davvero aiutare molto nello sfruttamento degli spazi dell’interno di un’abitazione. 
Pareti divisorie in cartongesso, tra l’altro, sono velocissime, leggere e semplici da realizzare, oltre ad essere molto economiche. Possono essere attrezzate con mensole, nicchiette, pensili e possono contenere impianti o porte e nicchie passanti. 
Da non sottovalutare, poi, il fatto che le pareti in cartongesso sono isolanti e permettono di ridurre i consumi del riscaldamento ed essere ottime per l’isolamento acustico. 
Ma servono permessi per pareti in cartongesso? Vediamolo insieme. 
 

Pareti in cartongesso: perché realizzarle?

Magari hai comprato un nuovo appartamento che vuoi modificare, oppure vuoi ristrutturare la tua vecchia casa
Le pareti divisorie in cartongesso possono venire incontro a moltissime esigenze, come ad esempio dividere una cucina dal soggiorno, dividere in più ambienti una stanza molto grande, realizzare un box doccia in muratura in bagno, dividere i sanitari in un antibagno o creare una lavanderia o una cabina armadio in camera da letto. 
 

Permessi per pareti in cartongesso: a chi rivolgersi?


Realizzare una semplice parete in cartongesso non richiede precisi permessi. Questi ultimi sono necessari, però, se realizzando una parete in cartongesso si modifica il numero dei vani di un’abitazione
Se ci si trova in questa situazione, allora è necessario presentare una comunicazione di inizio lavori con modifica di accatastamento. Questa comunicazione è detta CILA (Comunicazione Inizio lavori Asseverata) ed è dedicata ai lavori straordinari di manutenzione di tipo strutturale, fatto salvo che non si alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche nella destinazione d’uso.
Prima di muoversi è importante verificare presso l’Ufficio Tecnico del proprio Comune di residenza, poiché i permessi da chiedere variano a seconda del Regolamento edilizio di ogni Comune italiano. 
A richiedere questi permessi comunali devono essere i proprietari dell’immobile o un professionista incaricato ai lavori. La domanda va presentata al Comune che, entro 60 giorni, fa partire l’istruttoria.
Per fortuna, i lavori che prevedono dei permessi comunali sono soggetti ad agevolazioni fiscali, almeno fino al 31 dicembre 2018. Puoi, infatti, ottenere fino al 50% di rimborso Irpef sulla spesa sostenuta. 
 
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